ENOTECA COLOSSEO

@enoteca_colosseo

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@el_caru
E’ ormai la storia a legittimare questo vitigno come tipico della Marca Trevigiana. Nel secolo scorso, infatti, il Prof. Manzoni dell’Istituto Tecnico Agrario di Conegliano (TV) riuscì a presentare tale incrocio (Riesling Renano x Pinot Bianco) quale eccellente fusione tra il forte carattere aromatico-minerale originato dal  #riesling , con l’eleganza e la freschezza del  #pinotbianco . 
 #vino infinitamente piacevole, ma determinato come i vitigni che gli danno origine.
In Venegazzù di Volpago del Montello, alle pendici della riviera omonima, nel cuore dell’Alta Marca Trevigiana (a nord di Venezia), si estendono i 60 ettari dei vigneti dell’Azienda Agricola  #conteloredangasparini che da anni offre una versione molto affascinante del Manzoni Bianco, ricca di colore, dato da una leggera macerazione a freddo sulle buccie, che dona struttura ed anche un’interessante longevità.
 #enotecacolosseo  #viacelimontana20  #wine  #winelover  #instawine  #winestagram  #italianstyle  #italianwine  #winery  #winetime  #winetasting

E’ ormai la storia a legittimare questo vitigno come tipico della Marca Trevigiana. Nel secolo scorso, infatti, il Prof. Manzoni dell’Istituto Tecnico Agrario di Conegliano (TV) riuscì a presentare tale incrocio (Riesling Renano x Pinot Bianco) quale eccellente fusione tra il forte carattere aromatico-minerale originato dal #riesling , con l’eleganza e la freschezza del #pinotbianco . #vino infinitamente piacevole, ma determinato come i vitigni che gli danno origine. In Venegazzù di Volpago del Montello, alle pendici della riviera omonima, nel cuore dell’Alta Marca Trevigiana (a nord di Venezia), si estendono i 60 ettari dei vigneti dell’Azienda Agricola #conteloredangasparini che da anni offre una versione molto affascinante del Manzoni Bianco, ricca di colore, dato da una leggera macerazione a freddo sulle buccie, che dona struttura ed anche un’interessante longevità. #enotecacolosseo #viacelimontana20 #wine #winelover #instawine #winestagram #italianstyle #italianwine #winery #winetime #winetasting

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1
15 days ago
Non c’è dubbio che il  #piemonte del  #vino sia automaticamente sinonimo di alcuni dei più grandi rossi del mondo, Barolo e Barbaresco in particolare. Vini che nascono da una delle più talentuose varietà in circolazione, quel nebbiolo di cui è impossibile non innamorarsi per la sua capacità di trasmettere le peculiarità uniche dei luoghi in cui viene coltivato. Non solo le Langhe, compreso il Roero, ma anche le zone più a nord della regione.
Tuttavia a guardare le statistiche è facile scoprire che tra i vitigni a bacca rossa in Piemonte il nebbiolo è solo terzo in termini numerici, superato da altre due varietà di infinita tradizione e straordinaria diffusione: la barbera e il dolcetto. La prima contende addirittura al sangiovese la palma di vitigno più coltivato in Italia, così diffusa anche in Emilia e in Lombardia. È però nelle provincie di Asti e Alessandria, a sud-est di Torino, che la barbera ha trovato la sua terra di elezione e dove si esprime con un livello qualitativo senza eguali. La Barbera d’Asti, quella di Alba e quella del Monferrato, in particolare della zona del Nizza, sono forse le denominazioni più note, vini ricchi di polpa, sempre caratterizzati da un’acidità veemente e da un profilo organolettico che dal fruttato può sfumare verso il floreale o lo speziato, in base alla sua vinificazione. Un rosso sempre magico. Lo stesso vale per il dolcetto, vino che spicca per immediatezza e per essere quello che anche nelle Langhe, nei decenni, accompagnava i pasti di tutti i giorni. Un rosso fresco e dinamico, ricco di profumi, straordinario per beva. Diffuso soprattutto nel cuneese, la sua DOC di riferimento è quella di Alba. Negli ultimi anni tuttavia è cresciuto per importanza quello di Dogliani, piccolo comune a sud di Barolo, area in cui il dolcetto regala vini più ambiziosi e certamente più longevi, di maggior struttura. In tutti i casi si tratta di un rosso irresistibile, da tenere sempre a portata di mano e da consumare fresco per esaltarne le migliori caratteristiche.
Non resta che scegliere :  #dolcetto o  #barbera ? 
 #winelover  #instawine  #winetasting  #winestagram  #winelovers  #wine  #winepassion  #italianstyle  #enotecacolosseo

Non c’è dubbio che il #piemonte del #vino sia automaticamente sinonimo di alcuni dei più grandi rossi del mondo, Barolo e Barbaresco in particolare. Vini che nascono da una delle più talentuose varietà in circolazione, quel nebbiolo di cui è impossibile non innamorarsi per la sua capacità di trasmettere le peculiarità uniche dei luoghi in cui viene coltivato. Non solo le Langhe, compreso il Roero, ma anche le zone più a nord della regione. Tuttavia a guardare le statistiche è facile scoprire che tra i vitigni a bacca rossa in Piemonte il nebbiolo è solo terzo in termini numerici, superato da altre due varietà di infinita tradizione e straordinaria diffusione: la barbera e il dolcetto. La prima contende addirittura al sangiovese la palma di vitigno più coltivato in Italia, così diffusa anche in Emilia e in Lombardia. È però nelle provincie di Asti e Alessandria, a sud-est di Torino, che la barbera ha trovato la sua terra di elezione e dove si esprime con un livello qualitativo senza eguali. La Barbera d’Asti, quella di Alba e quella del Monferrato, in particolare della zona del Nizza, sono forse le denominazioni più note, vini ricchi di polpa, sempre caratterizzati da un’acidità veemente e da un profilo organolettico che dal fruttato può sfumare verso il floreale o lo speziato, in base alla sua vinificazione. Un rosso sempre magico. Lo stesso vale per il dolcetto, vino che spicca per immediatezza e per essere quello che anche nelle Langhe, nei decenni, accompagnava i pasti di tutti i giorni. Un rosso fresco e dinamico, ricco di profumi, straordinario per beva. Diffuso soprattutto nel cuneese, la sua DOC di riferimento è quella di Alba. Negli ultimi anni tuttavia è cresciuto per importanza quello di Dogliani, piccolo comune a sud di Barolo, area in cui il dolcetto regala vini più ambiziosi e certamente più longevi, di maggior struttura. In tutti i casi si tratta di un rosso irresistibile, da tenere sempre a portata di mano e da consumare fresco per esaltarne le migliori caratteristiche. Non resta che scegliere : #dolcetto o #barbera ? #winelover #instawine #winetasting #winestagram #winelovers #wine #winepassion #italianstyle #enotecacolosseo

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a month ago
Il Rubesco Riserva Vigna Monticchio 2016 di  #lungarotti in vetta ai 100 migliori rossi italiani per il  #2021 . Lo stabilisce una speciale classifica, stilata dal mensile Gentleman. Il  #vino di punta della cantina umbra, infatti, è risultato il migliore vino rosso italiano – ex aequo con il Bolgheri Sassicaia 2017 di Tenuta San Guido – incrociando e sommando i punteggi delle sei guide italiane: Vini d’Italia (Gambero Rosso), I vini di Veronelli, Bibenda (Fondazione italiana sommelier), Vitae (Associazione italiana sommelier), Annuario dei migliori vini italiani (Luca Maroni) e la Guida essenziale ai vini d’Italia (Daniele Cernilli). 
La prima vendemmia del Rubesco Riserva Vigna Monticchio Torgiano Rosso Riserva Docg risale al 1964, quando Giorgio Lungarotti, fondatore dell’azienda e pioniere della moderna enologia italiana, capì che dalla vigna Monticchio, sulle colline di Torgiano, grazie anche ad una perfetta esposizione, si ottenevano delle uve  #sangiovese straordinarie. 
Innovativo per i tempi, già dalla prima annata, questo Sangiovese in purezza si fa subito notare per la sua personalità netta. Il colore è rubino brillante e i caratteri sono quelli tipici della gente dell’Umbria, riservata ma generosa. Un vino di grande struttura, adatto a un lungo invecchiamento, che sfodera un equilibrio unico tra potenza ed eleganza e che viene prodotto solo nelle migliori annate. 
Battezzato così da Maria Grazia Marchetti, moglie di Giorgio Lungarotti, il nome  #rubesco deriva dal verbo latino rubescere, arrossire (di gioia) e sull’etichetta mostra un particolare della Fontana Maggiore di Perugia che raffigura la vendemmia.
 #winelover  #winestagram  #instawine  #winelovers  #wineporn  #winery  #winetasting  #winetime

Il Rubesco Riserva Vigna Monticchio 2016 di #lungarotti in vetta ai 100 migliori rossi italiani per il #2021 . Lo stabilisce una speciale classifica, stilata dal mensile Gentleman. Il #vino di punta della cantina umbra, infatti, è risultato il migliore vino rosso italiano – ex aequo con il Bolgheri Sassicaia 2017 di Tenuta San Guido – incrociando e sommando i punteggi delle sei guide italiane: Vini d’Italia (Gambero Rosso), I vini di Veronelli, Bibenda (Fondazione italiana sommelier), Vitae (Associazione italiana sommelier), Annuario dei migliori vini italiani (Luca Maroni) e la Guida essenziale ai vini d’Italia (Daniele Cernilli). La prima vendemmia del Rubesco Riserva Vigna Monticchio Torgiano Rosso Riserva Docg risale al 1964, quando Giorgio Lungarotti, fondatore dell’azienda e pioniere della moderna enologia italiana, capì che dalla vigna Monticchio, sulle colline di Torgiano, grazie anche ad una perfetta esposizione, si ottenevano delle uve #sangiovese straordinarie. Innovativo per i tempi, già dalla prima annata, questo Sangiovese in purezza si fa subito notare per la sua personalità netta. Il colore è rubino brillante e i caratteri sono quelli tipici della gente dell’Umbria, riservata ma generosa. Un vino di grande struttura, adatto a un lungo invecchiamento, che sfodera un equilibrio unico tra potenza ed eleganza e che viene prodotto solo nelle migliori annate. Battezzato così da Maria Grazia Marchetti, moglie di Giorgio Lungarotti, il nome #rubesco deriva dal verbo latino rubescere, arrossire (di gioia) e sull’etichetta mostra un particolare della Fontana Maggiore di Perugia che raffigura la vendemmia. #winelover #winestagram #instawine #winelovers #wineporn #winery #winetasting #winetime

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2 months ago
È un duro  #lavoro , ma qualcuno dovrà pur farlo ! 
Degustazione nuove annate e nuovi prodotti !  #winetasting  #winetime 
 #winelover  #instawine  #winestagram  #winelovers  #wine  #wineporn  #vino  #winery  #vinorosso  #vinobianco  #italianstyle

È un duro #lavoro , ma qualcuno dovrà pur farlo ! Degustazione nuove annate e nuovi prodotti ! #winetasting #winetime #winelover #instawine #winestagram #winelovers #wine #wineporn #vino #winery #vinorosso #vinobianco #italianstyle

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2 months ago
La Maison  #collet , nata nel 1921, si trova ad Aÿ nel centro della regione  #champagne su un territorio classificato Grand Cru. Il fondatore M. Raoul Collet fu uno dei leader delle proteste del 1911 contro le frodi che venivano perpetrate in quegli anni da produttori disonesti. Grazie alla sua opera, l’azienda Collet divenne l’emblema della protesta.
Collet Esprit Couture è una cuvée prodotta in quantità limitata come omaggio alla tradizione artigiana. Interamente lavorato a mano, è composto dai migliori Crus, seguendo i precetti del savoir-faire dei vignaioli. Questa cuvée riassume la filosofia di una Maison di appassionati, di artigiani che hanno come unico scopo di produrre uno champagne autentico.
Viene realizzato con i più prestigiosi Premier e Gran Cru di  #pinotnoir (50%) per la struttura,  #chardonnay (40%) per l’eleganza e la finezza e Pinot Meunier (10%) per gli aromi fruttati. Riposa poi 7 anni nelle cantine scavate nel gesso e altri 6 mesi dopo il degourgement.
Al naso presenta un bouquet di note floreali, con una leggera fragranza di vaniglia. Al palato presenta una deliziosa esuberanza di sentori floreali e note sottili di pesca e prugna a polpa gialla.
Aperitivo di gran classe, si sposa in modo perfetto ad antipasti, primi delicati, portate di pesce arrosto e al cartoccio, gamberoni alla griglia, frutti di mare e formaggi freschi e semistagionati. Eccelle con ostriche e caviale. Gradazione Alcolica 12,5% Vol. Si consiglia di servirlo ad una temperatura di 7/8 gradi avendo l’avvertenza di posizionarlo nel ghiaccio al massimo un’ora prima.
La  #classe non è acqua, è CHAMPAGNE
 #enotecacolosseo  #viacelimontana20 a/b  #winelover  #instawine  #winestagram  #wine  #wineporn  #winelovers  #winery  #winetime  #happyhour

La Maison #collet , nata nel 1921, si trova ad Aÿ nel centro della regione #champagne su un territorio classificato Grand Cru. Il fondatore M. Raoul Collet fu uno dei leader delle proteste del 1911 contro le frodi che venivano perpetrate in quegli anni da produttori disonesti. Grazie alla sua opera, l’azienda Collet divenne l’emblema della protesta. Collet Esprit Couture è una cuvée prodotta in quantità limitata come omaggio alla tradizione artigiana. Interamente lavorato a mano, è composto dai migliori Crus, seguendo i precetti del savoir-faire dei vignaioli. Questa cuvée riassume la filosofia di una Maison di appassionati, di artigiani che hanno come unico scopo di produrre uno champagne autentico. Viene realizzato con i più prestigiosi Premier e Gran Cru di #pinotnoir (50%) per la struttura, #chardonnay (40%) per l’eleganza e la finezza e Pinot Meunier (10%) per gli aromi fruttati. Riposa poi 7 anni nelle cantine scavate nel gesso e altri 6 mesi dopo il degourgement. Al naso presenta un bouquet di note floreali, con una leggera fragranza di vaniglia. Al palato presenta una deliziosa esuberanza di sentori floreali e note sottili di pesca e prugna a polpa gialla. Aperitivo di gran classe, si sposa in modo perfetto ad antipasti, primi delicati, portate di pesce arrosto e al cartoccio, gamberoni alla griglia, frutti di mare e formaggi freschi e semistagionati. Eccelle con ostriche e caviale. Gradazione Alcolica 12,5% Vol. Si consiglia di servirlo ad una temperatura di 7/8 gradi avendo l’avvertenza di posizionarlo nel ghiaccio al massimo un’ora prima. La #classe non è acqua, è CHAMPAGNE #enotecacolosseo #viacelimontana20 a/b #winelover #instawine #winestagram #wine #wineporn #winelovers #winery #winetime #happyhour

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2 months ago
Fritz Kupelwieser fondò la Tenuta nel 1878, spinto dalla sua grande passione per il  #vino e per il proprio territorio. Pur essendo una regione che non offre vaste superfici favorevoli alla viticoltura (meno di 5.300 ettari in tutto il territorio), l’  #altoadige si contraddistingue per una produzione di vini d’eccellenza e ben 20 vitigni diversi. Tenuta  #kupelwieser è un punto di riferimento per la storia vitivinicola di questa regione e per la qualità dei suoi prodotti. “Fritz” è la nuova linea di vini firmati Kupelwieser, dedicata esclusivamente alle varietà tipiche dell’Alto Adige, prodotte e imbottigliate in modo tradizionale e nel rispetto dei più rigidi standard di qualità.
 “Fritz” è un omaggio al fondatore e al suo impegno per il successo dell’azienda, ma anche il richiamo a due peculiarità dei suoi vini, che risultano “freschi” e “giovani”. In “Fritz” vive lo spirito innovativo e tradizionale al tempo stesso dell’azienda e dell’Alto Adige: i vini sono conservati in bottiglie dal design moderno e ricercato, per offrire la giusta ospitalità ai grandi vini di qualità Kupelwieser.

 #enotecacolosseo  #viacelimontana20 a/b  #winery  #instawine  #winestagram  #winelover  #wine  #winelovers  #winetime  #winetasting

Fritz Kupelwieser fondò la Tenuta nel 1878, spinto dalla sua grande passione per il #vino e per il proprio territorio. Pur essendo una regione che non offre vaste superfici favorevoli alla viticoltura (meno di 5.300 ettari in tutto il territorio), l’ #altoadige si contraddistingue per una produzione di vini d’eccellenza e ben 20 vitigni diversi. Tenuta #kupelwieser è un punto di riferimento per la storia vitivinicola di questa regione e per la qualità dei suoi prodotti. “Fritz” è la nuova linea di vini firmati Kupelwieser, dedicata esclusivamente alle varietà tipiche dell’Alto Adige, prodotte e imbottigliate in modo tradizionale e nel rispetto dei più rigidi standard di qualità. “Fritz” è un omaggio al fondatore e al suo impegno per il successo dell’azienda, ma anche il richiamo a due peculiarità dei suoi vini, che risultano “freschi” e “giovani”. In “Fritz” vive lo spirito innovativo e tradizionale al tempo stesso dell’azienda e dell’Alto Adige: i vini sono conservati in bottiglie dal design moderno e ricercato, per offrire la giusta ospitalità ai grandi vini di qualità Kupelwieser. #enotecacolosseo #viacelimontana20 a/b #winery #instawine #winestagram #winelover #wine #winelovers #winetime #winetasting

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2 months ago
La cantina  #jermann nasce dalla passione e lungimiranza di una famiglia di origine slovena, arrivata a Villanova di Farra, in  #friuliveneziagiulia , nel 1881. Da semplici mezzadri i membri della famiglia divennero in pochi anni proprietari di vigneti. A dare una svolta importante all’attività familiare fu negli anni Settanta Silvio Jermann che, dotato di estro giovanile e fantasia, condusse la cantina familiare ai vertici italiani e poi mondiali della qualità: non più vini pesanti, forti e austeri, ma nettari profumati e armonici, creati secondo logiche e metodologie più moderne, ma sempre nel rispetto della tradizione. Oggi che i vini Jermann sono tra i più apprezzati di tutto il Friuli e conosciuti a livello internazionale, la proprietà familiare si estende su 150 ettari, di cui 130 adibiti a vigneto. 
I vigneti sono sparsi in tre zone principali: sulla pregiata collina di Ruttars, dove le piante godono di un terreno leggero e fresco e di un microclima non troppo caldo con abbassamenti termici notturni; sui terreni sassosi dell’Isonzo, in un’area soleggiata, ma ventilata; a Villanova di Farra, dove ha sede l’antica cantina, in una porzione molto suggestiva del territorio della Doc  #collio . Una nuova cantina è stata costruita attorno ai vigneti di Ruttars, dotata delle più moderne tecnologie e popolata da grandi botti di rovere che creano un’atmosfera davvero magica e irripetibile. Qui nascono grandi punti di riferimento enologici come il Vintage Tunina, il Vinnae, i bianchi da monovitigno, lo Chardonnay W...Dreams, il Pignacolusse e il Blau Blau, un rosso antico ma al contempo moderno e innovativo.
Jermann è autore di vini di grande qualità e prestigio internazionale, tra i più importanti artefici dell’ottima reputazione di cui oggi gode tutta la produzione della regione friulana. L’amore per il territorio e per i grandi vitigni autoctoni guidano il  #lavoro e concorrono a offrire risultati di successo: una magnifica gamma di bianchi eccezionali e pluripremiati, ma anche di rossi robusti e tradizionali. Vini che hanno semplicemente scritto la  #storia del  #vino italiano e che hanno contribuito alla fama mondiale del Friuli.
 #winelovers  #instawine  #winestagram

La cantina #jermann nasce dalla passione e lungimiranza di una famiglia di origine slovena, arrivata a Villanova di Farra, in #friuliveneziagiulia , nel 1881. Da semplici mezzadri i membri della famiglia divennero in pochi anni proprietari di vigneti. A dare una svolta importante all’attività familiare fu negli anni Settanta Silvio Jermann che, dotato di estro giovanile e fantasia, condusse la cantina familiare ai vertici italiani e poi mondiali della qualità: non più vini pesanti, forti e austeri, ma nettari profumati e armonici, creati secondo logiche e metodologie più moderne, ma sempre nel rispetto della tradizione. Oggi che i vini Jermann sono tra i più apprezzati di tutto il Friuli e conosciuti a livello internazionale, la proprietà familiare si estende su 150 ettari, di cui 130 adibiti a vigneto. I vigneti sono sparsi in tre zone principali: sulla pregiata collina di Ruttars, dove le piante godono di un terreno leggero e fresco e di un microclima non troppo caldo con abbassamenti termici notturni; sui terreni sassosi dell’Isonzo, in un’area soleggiata, ma ventilata; a Villanova di Farra, dove ha sede l’antica cantina, in una porzione molto suggestiva del territorio della Doc #collio . Una nuova cantina è stata costruita attorno ai vigneti di Ruttars, dotata delle più moderne tecnologie e popolata da grandi botti di rovere che creano un’atmosfera davvero magica e irripetibile. Qui nascono grandi punti di riferimento enologici come il Vintage Tunina, il Vinnae, i bianchi da monovitigno, lo Chardonnay W...Dreams, il Pignacolusse e il Blau Blau, un rosso antico ma al contempo moderno e innovativo. Jermann è autore di vini di grande qualità e prestigio internazionale, tra i più importanti artefici dell’ottima reputazione di cui oggi gode tutta la produzione della regione friulana. L’amore per il territorio e per i grandi vitigni autoctoni guidano il #lavoro e concorrono a offrire risultati di successo: una magnifica gamma di bianchi eccezionali e pluripremiati, ma anche di rossi robusti e tradizionali. Vini che hanno semplicemente scritto la #storia del #vino italiano e che hanno contribuito alla fama mondiale del Friuli. #winelovers #instawine #winestagram

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3 months ago
Ad un Bivio fra la strada che salendo da Gorizia raggiunge la vetta di San Floriano del  #collio e quella che scende verso il Preval, sorge l’azienda  #muzic , di Ivan e di Orieta, nonché dei loro figli Elija e Fabijan.
La genuinità del loro  #lavoro , la prevalenza di vitigni autoctoni e di vecchie piante, offre l’opportunità di assaporare il Collio più autentico, quello che fu definito come “il giardino del Goriziano”, inebriandosi di profumi e di sapori che i vini Muzic sanno regalare e che ricordano la Natura rigogliosa che circonda la loro cantina.
Quattro generazioni di fatiche e di passioni che trovano espressione nella qualità dei loro prodotti.
L’azienda non ha mai smesso di crescere e ha raggiunto ventuno ettari di vigneto (diciannove iscritti alla Doc COLLIO, più altri due ettari situati nella vicina zona Doc FRIULI ISONZO). Di recente, infatti, sono stati acquisiti nuovi terreni ed un palazzo storico, presenti negli annali della zona in quanto appartenenti in passato alla famiglia De Randich, nei secoli legata alla produzione di vino a San Floriano del Collio.
Tre sono le grandi spinte che muovono l’azienda: crescita, tradizione e rispetto dell’ambiente, dove la prima non può prescindere dalle altre! Il punto focale della produzione sono i vitigni autoctoni, inoltre quando vengono impiantate nuove vigne lo si fa esclusivamente partendo da quelle stesse piante che si coltivano da anni, senza inserire cloni esterni. Questa scelta ha portato ad avere vitigni che crescono su terreni da quasi un secolo, fra cui spicca la  #malvasia , un’istituzione del territorio, dato che le piante sono le stesse da più di 80 anni. L’alchimia che ormai ha unito i terreni e le vigne è un valore impagabile, e questo rende i vini, se possibile, ancora più tipici e straordinari!
Il senso della misura, che proviene dagli insegnamenti degli avi, sono fondamentali a tale scopo e possono essere riassunti in questa massima: “fare solo ciò che serve, solo quando e dove serve”. 
 #italianstyle  #italianwine  #vino  #winelover  #winelovers  #instawine  #winestagram  #winetasting  #winery  #winetime  #wine

Ad un Bivio fra la strada che salendo da Gorizia raggiunge la vetta di San Floriano del #collio e quella che scende verso il Preval, sorge l’azienda #muzic , di Ivan e di Orieta, nonché dei loro figli Elija e Fabijan. La genuinità del loro #lavoro , la prevalenza di vitigni autoctoni e di vecchie piante, offre l’opportunità di assaporare il Collio più autentico, quello che fu definito come “il giardino del Goriziano”, inebriandosi di profumi e di sapori che i vini Muzic sanno regalare e che ricordano la Natura rigogliosa che circonda la loro cantina. Quattro generazioni di fatiche e di passioni che trovano espressione nella qualità dei loro prodotti. L’azienda non ha mai smesso di crescere e ha raggiunto ventuno ettari di vigneto (diciannove iscritti alla Doc COLLIO, più altri due ettari situati nella vicina zona Doc FRIULI ISONZO). Di recente, infatti, sono stati acquisiti nuovi terreni ed un palazzo storico, presenti negli annali della zona in quanto appartenenti in passato alla famiglia De Randich, nei secoli legata alla produzione di vino a San Floriano del Collio. Tre sono le grandi spinte che muovono l’azienda: crescita, tradizione e rispetto dell’ambiente, dove la prima non può prescindere dalle altre! Il punto focale della produzione sono i vitigni autoctoni, inoltre quando vengono impiantate nuove vigne lo si fa esclusivamente partendo da quelle stesse piante che si coltivano da anni, senza inserire cloni esterni. Questa scelta ha portato ad avere vitigni che crescono su terreni da quasi un secolo, fra cui spicca la #malvasia , un’istituzione del territorio, dato che le piante sono le stesse da più di 80 anni. L’alchimia che ormai ha unito i terreni e le vigne è un valore impagabile, e questo rende i vini, se possibile, ancora più tipici e straordinari! Il senso della misura, che proviene dagli insegnamenti degli avi, sono fondamentali a tale scopo e possono essere riassunti in questa massima: “fare solo ciò che serve, solo quando e dove serve”. #italianstyle #italianwine #vino #winelover #winelovers #instawine #winestagram #winetasting #winery #winetime #wine

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3 months ago
 #marchesidibarolo tra  #storia ,  #amore e  #vino d’autore!

Tutto ebbe inizio con un  #bacio , quando nel 1807 Carlo Tancredi Falletti, Marchese di Barolo, prende in sposa la pronipote del ministro delle finanze del Re Sole, Juliette Colbert di Maulévrier. Juliette fu una delle prime a credere nei vini della zona di  #barolo , capaci di sublimare un terroir e un vitigno, il  #nebbiolo dal carattere potente ed austero, ed alla sua morte nel 1864 fu fondata l’Opera Pia Barolo a Torino, proprietaria delle antiche cantine di vinificazione dei Marchesi.
Per fortuna questa importante eredità ha trovato in un uomo di passione, tenacia e lungimiranza le risorse per poter continuare a prosperare: Pietro Abbona.
Massimo Martinelli nel libro “Il Barolo come lo sento io” lo descrive così:
“Fra i personaggi legati al nome del Barolo alcuni possono essere definiti storici, veri e propri pionieri. Il primo posto va al commendator Pietro Abbona, vero e proprio patriarca del Barolo, che fece conoscere, alfiere indiscusso, il vino della sua terra in tutto il mondo. Vero è che la sua era la cantina dove il Barolo mosse i primi passi storici. Le sue botti (e sono in parte le stesse che si possono ancora ammirare nelle cantine in Barolo {foto7}) erano infatti patrimonio della Marchesa Falletti. Il commendator Abbona ereditò tradizione, amore alle vigne, alla cantina, al vino ed ha portato la sua etichetta dove figuravano i castelli di Barolo e di Serralunga ovunque sulle mense più lontane. Ed è con piacere che gli si riconosce questo grande merito”.
Oggi la famiglia Abbona continua la storia d’amore cominciata dai Marchesi Falletti, una storia di vini di qualità che dura da più di due secoli e 5 generazioni.

 #italianstyle  #wine  #instawine  #winelovers  #winetime  #winestagram  #winepassion  #enotecacolosseo

#marchesidibarolo tra #storia , #amore e #vino d’autore! Tutto ebbe inizio con un #bacio , quando nel 1807 Carlo Tancredi Falletti, Marchese di Barolo, prende in sposa la pronipote del ministro delle finanze del Re Sole, Juliette Colbert di Maulévrier. Juliette fu una delle prime a credere nei vini della zona di #barolo , capaci di sublimare un terroir e un vitigno, il #nebbiolo dal carattere potente ed austero, ed alla sua morte nel 1864 fu fondata l’Opera Pia Barolo a Torino, proprietaria delle antiche cantine di vinificazione dei Marchesi. Per fortuna questa importante eredità ha trovato in un uomo di passione, tenacia e lungimiranza le risorse per poter continuare a prosperare: Pietro Abbona. Massimo Martinelli nel libro “Il Barolo come lo sento io” lo descrive così: “Fra i personaggi legati al nome del Barolo alcuni possono essere definiti storici, veri e propri pionieri. Il primo posto va al commendator Pietro Abbona, vero e proprio patriarca del Barolo, che fece conoscere, alfiere indiscusso, il vino della sua terra in tutto il mondo. Vero è che la sua era la cantina dove il Barolo mosse i primi passi storici. Le sue botti (e sono in parte le stesse che si possono ancora ammirare nelle cantine in Barolo {foto7}) erano infatti patrimonio della Marchesa Falletti. Il commendator Abbona ereditò tradizione, amore alle vigne, alla cantina, al vino ed ha portato la sua etichetta dove figuravano i castelli di Barolo e di Serralunga ovunque sulle mense più lontane. Ed è con piacere che gli si riconosce questo grande merito”. Oggi la famiglia Abbona continua la storia d’amore cominciata dai Marchesi Falletti, una storia di vini di qualità che dura da più di due secoli e 5 generazioni. #italianstyle #wine #instawine #winelovers #winetime #winestagram #winepassion #enotecacolosseo

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3 months ago
L’azienda agricola Conterno Fantino, fondata nel 1982 da Claudio Conterno e Guido Fantino, coltiva oggi 27 ettari di vigneto suddivisi tra i quattro vitigni,  #nebbiolo , Barbera, Dolcetto,  #chardonnay , e produce 140mila bottiglie l’anno. Nel tempo, ai due fondatori si sono aggiunti con ruoli diversi Alda, Fabio ed Elisa Fantino. Presto toccherà a Noemi e Matteo Conterno. Inoltre, in azienda lavorano a tempo pieno una decina di dipendenti. La sostenibilità ambientale, la salvaguardia della biodiversità, il rispetto della  #terra e della sua memoria, sono le linee guida nella conduzione dei vigneti, coltivati interamente in agricoltura biologica (certificata da CCPB). Al fine di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale, l’ampliamento della cantina, nel 2008, è stato realizzato impiegando varie tecniche mirate sia al risparmio energetico che all’utilizzo di fonti rinnovabili quali l’impianto geotermico, l’installazione di pannelli solari e, per ultimo, la fitodepurazione delle acque reflue. L’azienda agricola  #conternofantino interpreta i propri vini all’insegna dell’identità innanzitutto: dall’accurata selezione manuale dei grappoli alla raccolta in cassette; dal mantenimento dei profumi dei vigneti alle fermentazioni spontanee con lieviti indigeni; dall’attento impiego dei legni per l’invecchiamento all’utilizzo minimo di solfiti fino all’affinamento in bottiglia. 
Il  #vino è figlio della terra su cui la vite è stata coltivata e una volta in cantina va accompagnato passo passo come una creatura di famiglia. ‘Il nostro vino è uno di noi’ questo è il motto che si respira in azienda, parola di  #enotecacolosseo .
 #italianstyle  #wine  #instawine  #winelover  #winetasting  #winetime  #winelovers  #winepassion  #langhe

L’azienda agricola Conterno Fantino, fondata nel 1982 da Claudio Conterno e Guido Fantino, coltiva oggi 27 ettari di vigneto suddivisi tra i quattro vitigni, #nebbiolo , Barbera, Dolcetto, #chardonnay , e produce 140mila bottiglie l’anno. Nel tempo, ai due fondatori si sono aggiunti con ruoli diversi Alda, Fabio ed Elisa Fantino. Presto toccherà a Noemi e Matteo Conterno. Inoltre, in azienda lavorano a tempo pieno una decina di dipendenti. La sostenibilità ambientale, la salvaguardia della biodiversità, il rispetto della #terra e della sua memoria, sono le linee guida nella conduzione dei vigneti, coltivati interamente in agricoltura biologica (certificata da CCPB). Al fine di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale, l’ampliamento della cantina, nel 2008, è stato realizzato impiegando varie tecniche mirate sia al risparmio energetico che all’utilizzo di fonti rinnovabili quali l’impianto geotermico, l’installazione di pannelli solari e, per ultimo, la fitodepurazione delle acque reflue. L’azienda agricola #conternofantino interpreta i propri vini all’insegna dell’identità innanzitutto: dall’accurata selezione manuale dei grappoli alla raccolta in cassette; dal mantenimento dei profumi dei vigneti alle fermentazioni spontanee con lieviti indigeni; dall’attento impiego dei legni per l’invecchiamento all’utilizzo minimo di solfiti fino all’affinamento in bottiglia. Il #vino è figlio della terra su cui la vite è stata coltivata e una volta in cantina va accompagnato passo passo come una creatura di famiglia. ‘Il nostro vino è uno di noi’ questo è il motto che si respira in azienda, parola di #enotecacolosseo . #italianstyle #wine #instawine #winelover #winetasting #winetime #winelovers #winepassion #langhe

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3 months ago
Cépage Rosé  #lemorette è prodotto da vitigni autoctoni ( corvina , rondinella, molinara ) che vantano una secolare tradizione sulla sponda veronese del Lago di Garda. Su questi terreni, di origine morenica, grazie all’influenza mitigatrice del clima del lago, le uve sviluppano ottime qualità organolettiche che si traducono in fine eleganza alla mescita.
Si presenta di colore  #rosa tenue con riflessi brillanti ed accennate sfumature violette. Al naso è delicato, fresco, fruttato (anguria, pesca gialla e piccoli frutti). Al gusto, conferma le sensazioni fruttate, sostenute da una sapidità che esalta la freschezza di questa bollicina e permette di abbinarla perfettamente a numerose ricette della cucina mediterranea.
 #enotecacolosseo  #winery  #winelover  #winestagram  #winelovers  #instawine  #winetime  #winetasting  #wine

Cépage Rosé #lemorette è prodotto da vitigni autoctoni ( corvina , rondinella, molinara ) che vantano una secolare tradizione sulla sponda veronese del Lago di Garda. Su questi terreni, di origine morenica, grazie all’influenza mitigatrice del clima del lago, le uve sviluppano ottime qualità organolettiche che si traducono in fine eleganza alla mescita. Si presenta di colore #rosa tenue con riflessi brillanti ed accennate sfumature violette. Al naso è delicato, fresco, fruttato (anguria, pesca gialla e piccoli frutti). Al gusto, conferma le sensazioni fruttate, sostenute da una sapidità che esalta la freschezza di questa bollicina e permette di abbinarla perfettamente a numerose ricette della cucina mediterranea. #enotecacolosseo #winery #winelover #winestagram #winelovers #instawine #winetime #winetasting #wine

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3 months ago
La Cantina Produttori Cormòns è l’azienda con più ettari vitati nella zona del  #collio Goriziano e da alcuni anni tutti i vini di questa denominazione sono imbottigliati nella bottiglia “Collio”.
Il primo  #vino che si produsse nel territorio, fu proprio il così detto “Collio Bianco” costituito da vitigni autoctoni (quindi
Tipici del “territorio”), quali il Tocai Friulano, la Ribolla Gialla e la Malvasia.
Le percentuali variano, non solo di anno in anno, a seconda della vendemmia, ma anche da azienda ad azienda.
Pensate che alcune vigne nel Collio, già all’origine, erano state piantate con tutte le tre varietà sullo stesso filare e,
ancora oggi, sono così composte.
Per celebrare questo particolare e distintivo vino del “Territorio”,  #cormons ha voluto creare, assieme ad altri produttori della zona,
il “Collio Territorio”, appunto.
L’etichetta, volutamente diversa rispetto a tutte le altre della Linea Collio tradizionale, è un’etichetta essenziale, quasi elementare, con i caratteri grandi che sembrano scritti a mano e usciti dalla penna di un bambino; espressione di un “ritorno alle origini” della viticoltura.

 #enotecacolosseo  #winery  #instawine  #winelover  #winestagram  #wine  #italianstyle  #winelovers  #winetasting  #winetime

La Cantina Produttori Cormòns è l’azienda con più ettari vitati nella zona del #collio Goriziano e da alcuni anni tutti i vini di questa denominazione sono imbottigliati nella bottiglia “Collio”. Il primo #vino che si produsse nel territorio, fu proprio il così detto “Collio Bianco” costituito da vitigni autoctoni (quindi Tipici del “territorio”), quali il Tocai Friulano, la Ribolla Gialla e la Malvasia. Le percentuali variano, non solo di anno in anno, a seconda della vendemmia, ma anche da azienda ad azienda. Pensate che alcune vigne nel Collio, già all’origine, erano state piantate con tutte le tre varietà sullo stesso filare e, ancora oggi, sono così composte. Per celebrare questo particolare e distintivo vino del “Territorio”, #cormons ha voluto creare, assieme ad altri produttori della zona, il “Collio Territorio”, appunto. L’etichetta, volutamente diversa rispetto a tutte le altre della Linea Collio tradizionale, è un’etichetta essenziale, quasi elementare, con i caratteri grandi che sembrano scritti a mano e usciti dalla penna di un bambino; espressione di un “ritorno alle origini” della viticoltura. #enotecacolosseo #winery #instawine #winelover #winestagram #wine #italianstyle #winelovers #winetasting #winetime

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3 months ago