WatchingArt

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Visite organizzate dove si respira l’arte. Guided tours through most artistic places. #lartediguardare #watchingart6 All pictures are mine.
Edgar Degas #
Absinth  1875 1876

L'assenzio è attribuito al dipinto proprio in quest'occasione dai galleristi londinesi, così da dare maggiore rilievo anche gli aspetti più problematici e tristi della Belle Époque.[1] L'eco dell'opera, dunque, giunge anche a Londra, dove tuttavia suscita subito scandalo a causa del suo contenuto spietatamente realistico. Quando le feroci polemiche si fanno ancora più accese, il collezionista cede l'opera al conte Isaac de Camondo, il quale nel 1911 la destinerebbe al museo del Louvre. Dopo quest'articolato percorso collezionistico L'assenzio perviene alla sua sede attuale nel 1986, quando è trasferito al museo d'Orsay. 

“L’Assenzio, come una poesia, favorisce l’amore”: lo diceva Oscar Wilde. Ai tempi, l’assenzio era una bevanda controversa, un liquore considerato alla stregua di una droga, in grado di destabilizzare le mente e il corpo di coloro che lo consumavano – e segnatamente degli artisti, scrittori e pittori che a questo liquore verde – la “fata verde”, veniva chiamato – si rivolgevano in cerca di ispirazione.
 #degas  #absinth  #art  #socialart  #museedorsay  #realisticart  #frenchartist  #impressionismart  #lartediguardare  #specialart  #museum  #visitmuseum

Edgar Degas # Absinth 1875 1876 L'assenzio è attribuito al dipinto proprio in quest'occasione dai galleristi londinesi, così da dare maggiore rilievo anche gli aspetti più problematici e tristi della Belle Époque.[1] L'eco dell'opera, dunque, giunge anche a Londra, dove tuttavia suscita subito scandalo a causa del suo contenuto spietatamente realistico. Quando le feroci polemiche si fanno ancora più accese, il collezionista cede l'opera al conte Isaac de Camondo, il quale nel 1911 la destinerebbe al museo del Louvre. Dopo quest'articolato percorso collezionistico L'assenzio perviene alla sua sede attuale nel 1986, quando è trasferito al museo d'Orsay. “L’Assenzio, come una poesia, favorisce l’amore”: lo diceva Oscar Wilde. Ai tempi, l’assenzio era una bevanda controversa, un liquore considerato alla stregua di una droga, in grado di destabilizzare le mente e il corpo di coloro che lo consumavano – e segnatamente degli artisti, scrittori e pittori che a questo liquore verde – la “fata verde”, veniva chiamato – si rivolgevano in cerca di ispirazione. #degas #absinth #Art #socialart #museedorsay #realisticart #frenchartist #impressionismart #lartediguardare #specialart #museum #visitmuseum

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3 months ago
Lucian Freud
Naked Portrait 1972 1973

Molti hanno parlato di Freud come del più “grande pittore realista” del Novecento, anche per la dichiarata incapacità di inserire nei suoi lavori qualcosa di astratto: “Non posso mettere nel quadro niente che non sia effettivamente davanti a me”, disse una volta. L’ossessione per raccontare la realtà così com’è, senza orpelli, portava l’artista a ritrarre apposta i suoi modelli in pose innaturali e atteggiamenti scomposti. In un mondo che si scopriva via via sempre più ossessionato dall’inseguimento di una bellezza standardizzata, Freud creava quadri con protagonisti sempre più fuori da ogni stereotipo. La scelta di ritrarre quasi sempre soggetti nudi è un aspetto non secondario nella visione artistica di Freud che definiva d’altra parte anche i suoi quadri con persone abbigliate ritratti di “figure nude coperte di vestiti”: in fondo, a prescindere dal loro vestiario, tutti i personaggi di Freud appaiono sempre senza filtri, spogliati di qualunque sovrastruttura. Freud voleva che la pittura “fosse carne” ed era quasi ossessionato dal corpo umano e dalle sue piccole imperfezioni. 
 #lucianfreud  #nakedportrait  #womanportrait  #englishartist  #freud  #realism  #art  #realismo  #arterealista  #arte  #artgallerylondon  #lartediguardare  #artlovers✔♥

Lucian Freud Naked Portrait 1972 1973 Molti hanno parlato di Freud come del più “grande pittore realista” del Novecento, anche per la dichiarata incapacità di inserire nei suoi lavori qualcosa di astratto: “Non posso mettere nel quadro niente che non sia effettivamente davanti a me”, disse una volta. L’ossessione per raccontare la realtà così com’è, senza orpelli, portava l’artista a ritrarre apposta i suoi modelli in pose innaturali e atteggiamenti scomposti. In un mondo che si scopriva via via sempre più ossessionato dall’inseguimento di una bellezza standardizzata, Freud creava quadri con protagonisti sempre più fuori da ogni stereotipo. La scelta di ritrarre quasi sempre soggetti nudi è un aspetto non secondario nella visione artistica di Freud che definiva d’altra parte anche i suoi quadri con persone abbigliate ritratti di “figure nude coperte di vestiti”: in fondo, a prescindere dal loro vestiario, tutti i personaggi di Freud appaiono sempre senza filtri, spogliati di qualunque sovrastruttura. Freud voleva che la pittura “fosse carne” ed era quasi ossessionato dal corpo umano e dalle sue piccole imperfezioni. #lucianfreud #nakedportrait #womanportrait #englishartist #freud #realism #Art #realismo #arterealista #arte #artgallerylondon #lartediguardare #artlovers✔♥

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3 months ago
Ernest Hébert 1817 1906
Roma sdegnata 1886 1896

Pittore tra il romanticismo e il simbolismo, cugino di Stendahl, Ernest Hébert impara la pittura da autodidatta, grazie ai consigli di David D’Angers e di Paul Delaroche. Nel 1839 ottiene un grande successo al Salon con “Le Tasse en prison”. Entra alle Belle Arti e riceve il “Prix de Rome”, dopodiché si trasferisce a Roma. Dipinge soprattutto la campagna romana con grande luminosità. Al suo ritorno in Francia diventa uno dei pittori ufficiali del Secondo Impero. Pittore brillante, soffre le convenzioni dell’accademismo. 
 #ernesthebert  #frenchartist  #romanticism  #symbolism  #art  #historyofart  #romasdegnata  #roma  #storiaearte  #histoire  #storia  #lartediguardare  #watchingart  #visitmuseum  #artlovers✔♥

Ernest Hébert 1817 1906 Roma sdegnata 1886 1896 Pittore tra il romanticismo e il simbolismo, cugino di Stendahl, Ernest Hébert impara la pittura da autodidatta, grazie ai consigli di David D’Angers e di Paul Delaroche. Nel 1839 ottiene un grande successo al Salon con “Le Tasse en prison”. Entra alle Belle Arti e riceve il “Prix de Rome”, dopodiché si trasferisce a Roma. Dipinge soprattutto la campagna romana con grande luminosità. Al suo ritorno in Francia diventa uno dei pittori ufficiali del Secondo Impero. Pittore brillante, soffre le convenzioni dell’accademismo. #ernesthebert #frenchartist #romanticism #Symbolism #Art #historyofart #romasdegnata #roma #storiaearte #histoire #storia #lartediguardare #watchingart #visitmuseum #artlovers✔♥

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4 months ago
Raffaello Sanzio
Trasporto del Cristo morto  1507

Appartenente al dipinto smembrato della Pala Baglioni, il Trasporto, o anche Deposizione Borghese, è l’opera a cui Raffaello dedicò un’attenzione e una cura per i particolari uniche, ottenendo un risultato alquanto strabiliante. Venuto a conoscenza della dolorosa perdita del figlio Grifonetto a cui Atlanta Baglioni, facente parte della famiglia più temuta di Perugia, fu soggetta, l’artista decise di rispettare le richieste della committente creando un dipinto sensazionale e di forte impatto emotivo. Raffaello impiegò molto tempo e dedizione. Il pregio dell’opera si scoprì fin da subito quando nel 1608, il Cardinal Scipione Borghese, vero appassionato d’arte, volle portarla via da Perugia. Per accontentare il Cardinale e i perugini, il Papa ne fece fare due copie. Caso volle però che Napoleone, durante la campagna d’Italia, portò l’opera in Francia al Louvre, ma alla sua morte il quadro venne riportato in Italia e collocato nella Galleria Borghese.
 #cristomorto  #raffaellosanzio  #religiousart  #art  #italianartist  #renaissanceart  #historyofart  #galleriaborghese  #artmuseum  #masterpeace  #lartediguardare  #watchingart   #artlovers✔♥

Raffaello Sanzio Trasporto del Cristo morto 1507 Appartenente al dipinto smembrato della Pala Baglioni, il Trasporto, o anche Deposizione Borghese, è l’opera a cui Raffaello dedicò un’attenzione e una cura per i particolari uniche, ottenendo un risultato alquanto strabiliante. Venuto a conoscenza della dolorosa perdita del figlio Grifonetto a cui Atlanta Baglioni, facente parte della famiglia più temuta di Perugia, fu soggetta, l’artista decise di rispettare le richieste della committente creando un dipinto sensazionale e di forte impatto emotivo. Raffaello impiegò molto tempo e dedizione. Il pregio dell’opera si scoprì fin da subito quando nel 1608, il Cardinal Scipione Borghese, vero appassionato d’arte, volle portarla via da Perugia. Per accontentare il Cardinale e i perugini, il Papa ne fece fare due copie. Caso volle però che Napoleone, durante la campagna d’Italia, portò l’opera in Francia al Louvre, ma alla sua morte il quadro venne riportato in Italia e collocato nella Galleria Borghese. #cristomorto #RaffaelloSanzio #religiousart #Art #italianartist #renaissanceart #historyofart #galleriaborghese #artmuseum #MasterPeace #lartediguardare #watchingart #artlovers✔♥

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4 months ago
William Bourguereau 1825 1905
Dante e Virgilio 1850

L’artista francese dopo le due sconfitte ai Prix de Rome (1848 e 1849), decise di cambiare soggetto delle sue opere concentrandosi su un tema letterario. L'obiettivo era quello di suscitare nello spettatore un senso di terrore e la tela ebbe un grande successo
Il soggetto è tratto da un episodio del canto XXX dell'Inferno di Dante Alighieri: Dante e Virgilio sono nella decima bolgia dell'ottavo cerchio, ove sono puniti i falsari. Al centro, in primo piano, si trovano due dannati che lottano selvaggiamente, Gianni Schicchi e Capocchio: stando al racconto dantesco (Inf. XXX, vv. 22-30), Gianni Schicchi, punito con una smania furiosa in quanto falsario di persone, sopraggiunge e addenta il collo di Capocchio, l'alchimista con cui Dante ha parlato al termine del canto precedente (Inf. XXIX, vv. 124-139).
 #dantealighieri  #williambourguereau  #muséedorsay  #danteevirgilio  #ifalsari  #art  #frenchartist  #art  #artedantesca   #lartediguardare  #artgallery  #historyofart  #arte  #kunst  #kunstmaler  #artandliterature

William Bourguereau 1825 1905 Dante e Virgilio 1850 L’artista francese dopo le due sconfitte ai Prix de Rome (1848 e 1849), decise di cambiare soggetto delle sue opere concentrandosi su un tema letterario. L'obiettivo era quello di suscitare nello spettatore un senso di terrore e la tela ebbe un grande successo Il soggetto è tratto da un episodio del canto XXX dell'Inferno di Dante Alighieri: Dante e Virgilio sono nella decima bolgia dell'ottavo cerchio, ove sono puniti i falsari. Al centro, in primo piano, si trovano due dannati che lottano selvaggiamente, Gianni Schicchi e Capocchio: stando al racconto dantesco (Inf. XXX, vv. 22-30), Gianni Schicchi, punito con una smania furiosa in quanto falsario di persone, sopraggiunge e addenta il collo di Capocchio, l'alchimista con cui Dante ha parlato al termine del canto precedente (Inf. XXIX, vv. 124-139). #dantealighieri #williambourguereau #muséedorsay #danteevirgilio #ifalsari #Art #frenchartist #Art #artedantesca #lartediguardare #artgallery #historyofart #arte #kunst #kunstmaler #artandliterature

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4 months ago
Pompei è una città unica al mondo. fu fondata intorno all'VIII secolo a.C. dagli Osci che si insediarono, distinti in 5 villaggi, alle pendici meridionali del Vesuvio non molto distanti dal fiume Sarno allora navigabile. Dal numero cinque, in lingua osca, molto probabilmente deriva il toponimo della città. Pompei, in quell’epoca, era un centro commerciale molto rilevante, sicchè entrò nelle mire espansionistiche dei Greci e degli Etruschi prima, dei Sanniti poi. In seguito, come accadde per tutta la Campania, fu conquistata dai Romani, riuscendo ad entrare, nell’ultimo quarto del III secolo a.C. a pieno titolo nel circuito economico romano. Sotto il dominio di Roma Pompei divenne prima municipium e poi colonia "Veneria Cornelia Pompeianorum" perché governata dal dittatore Publio Cornelio Silla che la conquistò nell’89 a.C. e le diede gli appellativi appena citati: Cornelia, dal nome di Cornelio Silla e Veneria perché Venere era particolarmente adorata dal dittatore. Sotto Nerone la Campania subì ingenti danni a causa di un sisma verificatosi nel 62 o 63 d.C.
Il Senato romano ne ordinò subito la ricostruzione, ma tutto fu vano, perché il 24 Agosto del 79 d. C., quando erano ancora in corso le opere di rifacimento della cittadina, una disastrosa eruzione del Vesuvio cancellò del tutto Pompei e con essa Ercolano, Stabia ed Oplonti. Non ci fu scampo quasi per nessuno e della fiorente Pompei rimase solo un manto lavico spesso fino a tre metri che cementificò gli abitanti e distrusse ogni sorta di vita.
 #pompei  #campania  #visitpompei  #museum  #history  #historyofart  #antiquity  #antiqueart  #lartediguardare  #artlovers✔♥  #historylovers

Pompei è una città unica al mondo. fu fondata intorno all'VIII secolo a.C. dagli Osci che si insediarono, distinti in 5 villaggi, alle pendici meridionali del Vesuvio non molto distanti dal fiume Sarno allora navigabile. Dal numero cinque, in lingua osca, molto probabilmente deriva il toponimo della città. Pompei, in quell’epoca, era un centro commerciale molto rilevante, sicchè entrò nelle mire espansionistiche dei Greci e degli Etruschi prima, dei Sanniti poi. In seguito, come accadde per tutta la Campania, fu conquistata dai Romani, riuscendo ad entrare, nell’ultimo quarto del III secolo a.C. a pieno titolo nel circuito economico romano. Sotto il dominio di Roma Pompei divenne prima municipium e poi colonia "Veneria Cornelia Pompeianorum" perché governata dal dittatore Publio Cornelio Silla che la conquistò nell’89 a.C. e le diede gli appellativi appena citati: Cornelia, dal nome di Cornelio Silla e Veneria perché Venere era particolarmente adorata dal dittatore. Sotto Nerone la Campania subì ingenti danni a causa di un sisma verificatosi nel 62 o 63 d.C. Il Senato romano ne ordinò subito la ricostruzione, ma tutto fu vano, perché il 24 Agosto del 79 d. C., quando erano ancora in corso le opere di rifacimento della cittadina, una disastrosa eruzione del Vesuvio cancellò del tutto Pompei e con essa Ercolano, Stabia ed Oplonti. Non ci fu scampo quasi per nessuno e della fiorente Pompei rimase solo un manto lavico spesso fino a tre metri che cementificò gli abitanti e distrusse ogni sorta di vita. #pompei #campania #visitpompei #museum #history #historyofart #antiquity #AntiqueArt #lartediguardare #artlovers✔♥ #historylovers

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5 months ago
Venus and Cupid 1645
Amore e Venere
Giovanni Andrea Sirani 1610 1670

Si dice che dagli amori di Venere e Marte nacquero Cupido, Deimo e Fobo. Cupido collaborò sempre con la madre, tranne in un caso: gelosa della bellezza di una donna mortale di nome Psiche, Venere chiese al figlio di farla innamorare del più brutto degli umani. Cupido dapprima accettò l'incarico ma poi s'innamorò egli stesso della donna. Psiche superò tutte le prove richieste da Venere e alla fine fu ricompensata da Giove che benedisse l'unione con Cupido.

Giovanni Andrea Sirani iniziò la propria formazione artistica attraverso un breve tirocinio nella bottega di Giacomo Cavedone, per poi entrare a far parte della scuola di Guido Reni divenendo l'allievo prediletto del pittore del cui stile, secondo la critica, può essere considerato un epigono. Successivamente venne a contatto con l'ambiente pittorico di Bologna. 

Nel 1642, alla morte di Guido Reni, Sirani decise di fondare una propria scuola pittorica, di cui fecero parte le figlie Barbara e Anna Maria, e nella quale si distinse l'altra figlia, Elisabetta. 
 #cupido  #amoreevenere  #sirani  #art  #italianartist  #arte  #mythological  #mythology  #artandmythology  #museum  #visitmuseums  #lartediguardare  #watchingart  #artgallery  #palazzorealemilano

Venus and Cupid 1645 Amore e Venere Giovanni Andrea Sirani 1610 1670 Si dice che dagli amori di Venere e Marte nacquero Cupido, Deimo e Fobo. Cupido collaborò sempre con la madre, tranne in un caso: gelosa della bellezza di una donna mortale di nome Psiche, Venere chiese al figlio di farla innamorare del più brutto degli umani. Cupido dapprima accettò l'incarico ma poi s'innamorò egli stesso della donna. Psiche superò tutte le prove richieste da Venere e alla fine fu ricompensata da Giove che benedisse l'unione con Cupido. Giovanni Andrea Sirani iniziò la propria formazione artistica attraverso un breve tirocinio nella bottega di Giacomo Cavedone, per poi entrare a far parte della scuola di Guido Reni divenendo l'allievo prediletto del pittore del cui stile, secondo la critica, può essere considerato un epigono. Successivamente venne a contatto con l'ambiente pittorico di Bologna. Nel 1642, alla morte di Guido Reni, Sirani decise di fondare una propria scuola pittorica, di cui fecero parte le figlie Barbara e Anna Maria, e nella quale si distinse l'altra figlia, Elisabetta. #cupido #amoreevenere #sirani #Art #italianartist #arte #mythological #mythology #artandmythology #museum #visitmuseums #lartediguardare #watchingart #artgallery #palazzorealemilano

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5 months ago
Sofinisba Anguissola 1531 1625
Partita a scacchi 1595
The Chers Game

La pittrice fu discendente del nobile casato di Galvano dei Sordi di Londra, dell'aristocratica famiglia piacentina degli Anguissola, fuggiti in Italia e in Europa a seguito di una pestilenza che imperversava a Costantinopoli. Sofonisba fu una delle prime esponenti femminili della pittura europea. 

In un giardino ameno Lucia, la terzogenita delle sorelle Anguissola, sta movendo gli scacchi; di fronte a lei Minerva, la quartogenita, parla con l'avversaria e le sue parole attraggono l'attenzione della sorellina minore, Europa, la quintogenita, che segue la partita e le sorride. 
Giorgio Vasari in visita a Cremona, fu ospite in casa di Amilcare Anguissola e lì poté ammirare alcuni dipinti delle sue figlie. Sulla Partita a scacchi di Sofonisba Anguissola scrisse: «Dico di aver veduto quest'anno in Cremona, in casa di suo padre e in un quadro fatto con molta diligenza, ritrarre tre sue sorelle, in atto di giocare a scacchi, e con esse loro una vecchia donna di casa, con tanta diligenza e prontezza, che paiono vive, e che non manchi loro altro che la parola»

Questo è il più antico documento che parla di questo dipinto che rimase lunghi anni appeso in casa Anguissola..

Il dipinto è firmato e datato sul bordo della scacchiera, dove l'autrice ha lasciato questa iscrizione: «SOPHONISBA ANGUSSOLA VIRGO AMILCARIS FILIA EX VERA EFFIGIE TRES SUAS SORORES ET ANCILAM PINXIT MDLV.

 #sofinisbaanguissola  #partitaascacchi  #thechershow  #art  #renaussanceart  #womanartist  #masterpiece  #italianartist  #palazzorealemilano  #lartefiguardare  #watchingart  #artgallery  #historyofart  #storiadellarte  #discoveritaly  #histoiredelart  #femmeartiste  #rinascimento  #lartedelledonne  #visitmuseum  #artlovers✔♥

Sofinisba Anguissola 1531 1625 Partita a scacchi 1595 The Chers Game La pittrice fu discendente del nobile casato di Galvano dei Sordi di Londra, dell'aristocratica famiglia piacentina degli Anguissola, fuggiti in Italia e in Europa a seguito di una pestilenza che imperversava a Costantinopoli. Sofonisba fu una delle prime esponenti femminili della pittura europea. In un giardino ameno Lucia, la terzogenita delle sorelle Anguissola, sta movendo gli scacchi; di fronte a lei Minerva, la quartogenita, parla con l'avversaria e le sue parole attraggono l'attenzione della sorellina minore, Europa, la quintogenita, che segue la partita e le sorride. Giorgio Vasari in visita a Cremona, fu ospite in casa di Amilcare Anguissola e lì poté ammirare alcuni dipinti delle sue figlie. Sulla Partita a scacchi di Sofonisba Anguissola scrisse: «Dico di aver veduto quest'anno in Cremona, in casa di suo padre e in un quadro fatto con molta diligenza, ritrarre tre sue sorelle, in atto di giocare a scacchi, e con esse loro una vecchia donna di casa, con tanta diligenza e prontezza, che paiono vive, e che non manchi loro altro che la parola» Questo è il più antico documento che parla di questo dipinto che rimase lunghi anni appeso in casa Anguissola.. Il dipinto è firmato e datato sul bordo della scacchiera, dove l'autrice ha lasciato questa iscrizione: «SOPHONISBA ANGUSSOLA VIRGO AMILCARIS FILIA EX VERA EFFIGIE TRES SUAS SORORES ET ANCILAM PINXIT MDLV. #sofinisbaanguissola #partitaascacchi #thechershow #Art #renaussanceart #womanartist #masterpiece #italianartist #palazzorealemilano #lartefiguardare #watchingart #artgallery #historyofart #storiadellarte #discoveritaly #histoiredelart #femmeartiste #rinascimento #lartedelledonne #visitmuseum #artlovers✔♥

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5 months ago
Tiziano Vecellio 1488 - 1576
Maddalena penitente

Maria Maddalena, dopo Maria la Madre di Gesù, è sicuramente la donna più famosa dei Vangeli. I dati certi che ci offrono i quattro Vangeli canonici la vedono protagonista al momento della crocifissione, della sepoltura, e al mattino di Pasqua, presso il sepolcro, come prima testimone della risurrezione di Gesù. È lei infatti che avverte del sepolcro vuoto i discepoli, da qui l’appellativo che ha ricevuto, quello di «apostolo degli apostoli».
L’ultimo dato sicuro che ci offre il vangelo riguardo a Maria Maddalena è che seguiva Gesù come discepola e l’assisteva con i suoi beni, grata della liberazione ricevuta.

Tiziano nasce tra le montagne a Pieve di Cadore, in provincia di Belluno tra il 1488 e il 1490. È uomo estroverso ed instancabile lavoratore. La sua carriera è trionfale e la vita di lunga durata. La morte lo sopraggiunge quando ha già da un po’ superato l’incredibile età di ottant’anni.
Ancora molto giovane abbandona la “magnifica comunità cadorina” per ricevere un’adeguata istruzione pittorica. Giunge così a Venezia, dove i sui primi maestri rispondono ai nomi di Gentile e Giovanni Bellini.
Tra il 1508 e il 1509 è al fianco del pittore Giorgione nella realizzazione del Fondaco dei Tedeschi e solo un anno più tardi la sua fama è già consolidata tanto da ricevere commissioni importanti, basti pensare alla Pala di san Marco per la chiesa Santa Maria della Salute a Venezia. Nel 1511 affresca la Scuola del Santo a Padova e, ottenuta dal Consiglio dei Dieci una rendita ufficiale destinata agli artisti migliori, nel 1533  diventa pittore ufficiale della Repubblica di Venezia. 
 #tiziano  #tizianovercellio  #titian  #art  #italianatt  #maddalenapenitente  #womeninart  #lartefiguardare  #pinacotecaambrosiana  #visitmuseum  #artlovers✔♥

Tiziano Vecellio 1488 - 1576 Maddalena penitente Maria Maddalena, dopo Maria la Madre di Gesù, è sicuramente la donna più famosa dei Vangeli. I dati certi che ci offrono i quattro Vangeli canonici la vedono protagonista al momento della crocifissione, della sepoltura, e al mattino di Pasqua, presso il sepolcro, come prima testimone della risurrezione di Gesù. È lei infatti che avverte del sepolcro vuoto i discepoli, da qui l’appellativo che ha ricevuto, quello di «apostolo degli apostoli». L’ultimo dato sicuro che ci offre il vangelo riguardo a Maria Maddalena è che seguiva Gesù come discepola e l’assisteva con i suoi beni, grata della liberazione ricevuta. Tiziano nasce tra le montagne a Pieve di Cadore, in provincia di Belluno tra il 1488 e il 1490. È uomo estroverso ed instancabile lavoratore. La sua carriera è trionfale e la vita di lunga durata. La morte lo sopraggiunge quando ha già da un po’ superato l’incredibile età di ottant’anni. Ancora molto giovane abbandona la “magnifica comunità cadorina” per ricevere un’adeguata istruzione pittorica. Giunge così a Venezia, dove i sui primi maestri rispondono ai nomi di Gentile e Giovanni Bellini. Tra il 1508 e il 1509 è al fianco del pittore Giorgione nella realizzazione del Fondaco dei Tedeschi e solo un anno più tardi la sua fama è già consolidata tanto da ricevere commissioni importanti, basti pensare alla Pala di san Marco per la chiesa Santa Maria della Salute a Venezia. Nel 1511 affresca la Scuola del Santo a Padova e, ottenuta dal Consiglio dei Dieci una rendita ufficiale destinata agli artisti migliori, nel 1533 diventa pittore ufficiale della Repubblica di Venezia. #tiziano #tizianovercellio #titian #Art #italianatt #maddalenapenitente #womeninart #lartefiguardare #pinacotecaambrosiana #visitmuseum #artlovers✔♥

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5 months ago
Damien Hirst 1965
The Diver
La tuffatrice 2014
(Bronzo, Bronze)

Damien Steven Hirst è un artista e imprenditore britannico.

Noto soprattutto per una serie di opere contraddittorie e provocanti, tra cui corpi di animali (come squali tigre, pecore e mucche) imbalsamati e immersi in formaldeide, vetrine con pillole o strumenti chirurgici o "mandala" costituiti di farfalle multicolori, o il celebre teschio ricoperto di diamanti. 

Il primo obiettivo di Hirst è di creare un avvenimento, ciò che importa non è l'arte ma lo shock che provoca. Per Hirst gli artisti sono come delle star ed i giornali trattano l'arte contemporanea e i suoi protagonisti con la stessa enfasi e le stesse modalità comunicative delle notizie scandalistiche. Hirst, come d'altronde molti grandi artisti da Warhol in poi, non crede più nella manualità dell'autore, ormai l'intento è comunicare idee, lui vuole essere un marchio. Oggi per Hirst lavorano una quarantina di persone, ma ci sono stati periodi in cui il numero si è addirittura raddoppiato.
Le  opere di Hirst sono presentate  nella Galleria Borghese per una mostra. Un museo con una superba collezione di capolavori dell’arte romana classica, del Rinascimento e del Seicento I lavori di Hirst (artista contemporaneo) in un certo senso completano la molteplicità di invenzioni e tecniche presenti nella collezione museale, mostrando l’incredibile abilità  dell’artista di unire  concetti e narrazioni. Questo progetto nasce  da una delle ricerche più originali di Hirst negli ultimi vent’anni: Treasures from the Wreck of the Unbelievable esposta per la prima volta a Venezia nel 2017. Realizzate in marmo, bronzo e corallo, cristallo di rocca, pietre dure e inserite tra i capolavori della collezione della Galleria Borghese queste opere esaltano il desiderio di multiformità del suo fondatore il Cardinale Scipione Borghese. La sua fantasia era stata di superare le categorie non solo tra le arti ma anche tra realtà e finzione.

 #damienhirst  #galleriabotghese  #archaeogynow  #artist  #mostfamous  #contemporanyart  #exhibitionart  #art  #arteitaliana  #visitmuseum  #artgallerys  #hirst  #artlovers✔♥  #lartediguardare  #watchingart

Damien Hirst 1965 The Diver La tuffatrice 2014 (Bronzo, Bronze) Damien Steven Hirst è un artista e imprenditore britannico. Noto soprattutto per una serie di opere contraddittorie e provocanti, tra cui corpi di animali (come squali tigre, pecore e mucche) imbalsamati e immersi in formaldeide, vetrine con pillole o strumenti chirurgici o "mandala" costituiti di farfalle multicolori, o il celebre teschio ricoperto di diamanti. Il primo obiettivo di Hirst è di creare un avvenimento, ciò che importa non è l'arte ma lo shock che provoca. Per Hirst gli artisti sono come delle star ed i giornali trattano l'arte contemporanea e i suoi protagonisti con la stessa enfasi e le stesse modalità comunicative delle notizie scandalistiche. Hirst, come d'altronde molti grandi artisti da Warhol in poi, non crede più nella manualità dell'autore, ormai l'intento è comunicare idee, lui vuole essere un marchio. Oggi per Hirst lavorano una quarantina di persone, ma ci sono stati periodi in cui il numero si è addirittura raddoppiato. Le opere di Hirst sono presentate nella Galleria Borghese per una mostra. Un museo con una superba collezione di capolavori dell’arte romana classica, del Rinascimento e del Seicento I lavori di Hirst (artista contemporaneo) in un certo senso completano la molteplicità di invenzioni e tecniche presenti nella collezione museale, mostrando l’incredibile abilità dell’artista di unire concetti e narrazioni. Questo progetto nasce da una delle ricerche più originali di Hirst negli ultimi vent’anni: Treasures from the Wreck of the Unbelievable esposta per la prima volta a Venezia nel 2017. Realizzate in marmo, bronzo e corallo, cristallo di rocca, pietre dure e inserite tra i capolavori della collezione della Galleria Borghese queste opere esaltano il desiderio di multiformità del suo fondatore il Cardinale Scipione Borghese. La sua fantasia era stata di superare le categorie non solo tra le arti ma anche tra realtà e finzione. #damienhirst #galleriabotghese #archaeogynow #artist #mostfamous #contemporanyart #exhibitionart #Art #arteitaliana #visitmuseum #artgallerys #hirst #artlovers✔♥ #lartediguardare #watchingart

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5 months ago
Sebastiano Ricci 1659 1734
Bacco e Ariana 
Bacchus and Ariadne 1724 1726

Il dio era Dionisio, Bacco per i romani, figlio di Giove e di una femmina mortale, allevato dalle Ninfee che lo nutrirono con miele. Bacco aveva una vita vagabonda e piena di avventure. Quando arrivò sulla stessa spiaggia dove era stata abbandonata Arianna, Bacco era appena sfuggito alla Maga Circe e prese la fanciulla per un'altra maga. 
 Conquistato dalla bellezza di Arianna il dio si innamorò di lei e le donò una meravigliosa corona d'oro, opera di Efesto. Questa corona verrà trasformata dal dio in una costellazione splendente alla sua morte. Trasportata sull'Olimpo Arianna e Bacco si sposarono.

Considerato una delle figure principali della rinascita della Pittura Veneta del 1700, ha imparato a dipingere studiando i lavori di Paolo Veronese e di altri pittori italiani del 1500 che erano i suoi veri maestri, influenzando a sua volta i pittori della nuova generazione, come Giambattista Tiepolo. Tendenzialmente portato a mettersi nei guai, specialmente per tresche amorose, ritenuto responsabile di un tentativo di omicidio, Sebastiano Ricci fugge a soli 22 anni a Bologna, dove però non vi si stabilisce, preferendo mantenersi costantemente in movimento. Per quindici anni Sebastiano Ricci conduce una vita vagabonda, lavorando in varie città italiane a Bologna, Roma, Modena, Firenze e Parma, prima di andare a Vienna a lavorare nel Castello di Schönbrunn.

 #sebastianoricci  #rococco  #bacchusandariadne  #tiepolo  #italianartists  #historyofart  #mythologie  #arte  #mitologiagreca  #arteitaliana  #settecento  #lartediguardare  #watchingart  #artethistoire  #histoiremythologique  #visitmuseum

Sebastiano Ricci 1659 1734 Bacco e Ariana Bacchus and Ariadne 1724 1726 Il dio era Dionisio, Bacco per i romani, figlio di Giove e di una femmina mortale, allevato dalle Ninfee che lo nutrirono con miele. Bacco aveva una vita vagabonda e piena di avventure. Quando arrivò sulla stessa spiaggia dove era stata abbandonata Arianna, Bacco era appena sfuggito alla Maga Circe e prese la fanciulla per un'altra maga. Conquistato dalla bellezza di Arianna il dio si innamorò di lei e le donò una meravigliosa corona d'oro, opera di Efesto. Questa corona verrà trasformata dal dio in una costellazione splendente alla sua morte. Trasportata sull'Olimpo Arianna e Bacco si sposarono. Considerato una delle figure principali della rinascita della Pittura Veneta del 1700, ha imparato a dipingere studiando i lavori di Paolo Veronese e di altri pittori italiani del 1500 che erano i suoi veri maestri, influenzando a sua volta i pittori della nuova generazione, come Giambattista Tiepolo. Tendenzialmente portato a mettersi nei guai, specialmente per tresche amorose, ritenuto responsabile di un tentativo di omicidio, Sebastiano Ricci fugge a soli 22 anni a Bologna, dove però non vi si stabilisce, preferendo mantenersi costantemente in movimento. Per quindici anni Sebastiano Ricci conduce una vita vagabonda, lavorando in varie città italiane a Bologna, Roma, Modena, Firenze e Parma, prima di andare a Vienna a lavorare nel Castello di Schönbrunn. #sebastianoricci #rococco #bacchusandariadne #tiepolo #italianartists #historyofart #mythologie #arte #mitologiagreca #arteitaliana #settecento #lartediguardare #watchingart #artethistoire #histoiremythologique #visitmuseum

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6 months ago
Sandro Botticelli 1444 1510
Venere e Marte 1482 1483

Questo lavoro, con protagonisti Marte e Venere di Botticelli, è stato realizzato nel 1482, probabilmente dopo il ritorno del pittore dal soggiorno a Roma; durante la sua permanenza in questa città, egli ebbe sicuramente possibilità di poter studiare approfonditamente molti degli antichi sarcofagi presenti a Roma. 
I committenti di quest’opera probabilmente furono i Vespucci, una potente e famosa famiglia, la quale era anche protettrice di Botticelli. 

Marte Venere sono i protagonisti della composizione realizzata da Botticelli: sulla sinistra c’è Venere, dea della bellezza, la quale, sdraiata e tranquilla, sta guardando Marte, il dio della guerra, sulla destra, mentre dorme. Attorno a Marte, ci sono diversi fauni che cercano di svegliare il dio della guerra in tutti i modi, mentre altri gli stanno rubando le armi e l’armatura.

Nonostante l’atmosfera serena che circonda tutta la composizione, ci sono alcuni elementi che sembrano turbare la tranquillità della scena, come ad esempio lo sguardo malinconico di Venere, ed anche il sonno spossato significato di Marte, il quale sembra essere impossibile da risvegliare. Una delle tante interpretazione è che Marte, privato delle armi, e quindi, totalmente inerme, simboleggia la sua totale arresa davanti all’amore.
Venere rappresenterebbe l’Amore, che contrasta la Violenza, simboleggiata da Marte.

 #sandrobotticelli  #boticelli 
 #artist  #italianartist  #renaissance  #mythological  #historyofart  #nationalgallerylondon  #storiadellarte  #lartediguardare  #watchingart  #lovemuseum  #visitmuseum  #artlovers✔♥

Sandro Botticelli 1444 1510 Venere e Marte 1482 1483 Questo lavoro, con protagonisti Marte e Venere di Botticelli, è stato realizzato nel 1482, probabilmente dopo il ritorno del pittore dal soggiorno a Roma; durante la sua permanenza in questa città, egli ebbe sicuramente possibilità di poter studiare approfonditamente molti degli antichi sarcofagi presenti a Roma. I committenti di quest’opera probabilmente furono i Vespucci, una potente e famosa famiglia, la quale era anche protettrice di Botticelli. Marte Venere sono i protagonisti della composizione realizzata da Botticelli: sulla sinistra c’è Venere, dea della bellezza, la quale, sdraiata e tranquilla, sta guardando Marte, il dio della guerra, sulla destra, mentre dorme. Attorno a Marte, ci sono diversi fauni che cercano di svegliare il dio della guerra in tutti i modi, mentre altri gli stanno rubando le armi e l’armatura. Nonostante l’atmosfera serena che circonda tutta la composizione, ci sono alcuni elementi che sembrano turbare la tranquillità della scena, come ad esempio lo sguardo malinconico di Venere, ed anche il sonno spossato significato di Marte, il quale sembra essere impossibile da risvegliare. Una delle tante interpretazione è che Marte, privato delle armi, e quindi, totalmente inerme, simboleggia la sua totale arresa davanti all’amore. Venere rappresenterebbe l’Amore, che contrasta la Violenza, simboleggiata da Marte. #sandrobotticelli #boticelli #artist #italianartist #renaissance #mythological #historyofart #nationalgallerylondon #storiadellarte #lartediguardare #watchingart #lovemuseum #visitmuseum #artlovers✔♥

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